Sport - Prof. Marco De Angelis | Fisiologia dello Sport - Nutrizione - Metodologie di Allenamento - Benessere

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Allenamento
L’organismo adatta, per quanto possibile, le sue caratteristiche fisiche alle sollecitazioni che l’ambiente gli richiede. In un ambiente naturale le situazioni sollecitanti gli si propongono per permettergli di sopravvivere, procurarsi il cibo, combattere, scappare o rincorrere (tutte quelle attività che i bambini producono nei giochi, atti proprio a prepararli alla vita adulta).
L’organismo risponde alle sollecitazioni che l’ambiente gli dà con un miglioramento della qualità stimolata (forza, resistenza, velocità, coordinazione) attraverso le sue naturali capacità di adattamento.
Il processo dell’allenamento perciò è una sorta di "finzione": la riproposizione, con cadenza sufficientemente regolare, di un ambiente in cui ci si confronta con situazioni limite, o perlomeno molto sfidanti, per una o più delle caratteristiche fisiche del soggetto.
L’adattamento migliorativo, la Supercompensazione, di una qualità, scopo della singola seduta di allenamento, avviene però solo se la sollecitazione proposta di quella qualità, la "domanda", è sufficientemente forte, in grado cioè di far capire al corpo che il suo livello attuale di quella caratteristica deve essere migliorato in quanto non è sufficiente a subire senza aspetti negativi ulteriori situazioni simili.
Nella fase di riposo seguente l’organismo costruisce la "risposta" alla domanda ricevuta, mettendo in atto tutte le sue potenzialità per adattare le funzioni, strutturali, biochimiche e neuromuscolari, necessarie allo scopo di migliorare il livello della caratteristica sollecitata.


Quando e quanto allenare?
Il processo fisiologico della Supercompensazione (domanda sufficientemente forte e risposta efficacemente migliorativa) prevede, per poter ottenere un continuo e proficuo miglioramento di una qualità, che vi sia un momento ideale per proporre un nuovo stimolo, cioè un altro allenamento della stessa caratteristica, e che esso sia dell’intensità ideale.
Da sempre, il cruccio principale dell’atleta e dell’allenatore è stato proprio il cercare di comprendere come far susseguire gli allenamenti e i recuperi tra un allenamento e l’altro e quanto carico, intensivo e/o estensivo, poter somministrare nella seduta di allenamento.
La chiave dell’allenamento efficace è quindi l’ottimizzazione della Supercompensazione, ossia la somministrazione al momento ideale del carico ideale.
Un atleta o un allenatore decidono un carico esterno, la "domanda", cioè cosa e quanto fare in un allenamento, ma è ancora un vero mistero poter determinare il corrispondente reale carico interno, cioè quanto quella domanda sia stata impegnativa per l’organismo di quel particolare soggetto in quel particolare momento.
Ancora più difficile è poi determinare quanto la costruzione della "risposta" a quella particolare "domanda" sia impegnativa per quel particolare organismo in quel particolare momento.
E’ perciò frequentissimo anticipare o ritardare la somministrazione di un nuovo carico, rispetto al momento ideale, o somministrarlo più pesante o più leggero rispetto all’intensità ideale. Momento ed intensità ideali per la particolare condizione del soggetto in ciascun momento.
Il risultato è perciò la mancanza di un miglioramento progressivo della performance, come invece dovrebbe realizzarsi, o addirittura un suo peggioramento.
Spesso poi, nel tentativo di forzare il miglioramento si eccede con la vicinanza tra gli allenamenti, a discapito dei recuperi, e con l’intensità dei carichi, finendo per produrre una sindrome di Overtraining o dei veri e propri danni, il più delle volte muscolari e tendinei.
La soluzione sarebbe invece poter interpretare, "leggere", la situazione interna dell’organismo per capire quale sia stato l’effettivo carico interno della seduta di allenamento precedente, a che punto della costruzione della risposta si trovi e comunque quale sia la sua condizione attuale. In questo modo si potrebbe così individuare se e quando somministrare un nuovo carico, e quanto intenso questo dovrebbe essere.  
Nessun sistema attualmente in uso (alcuni cruenti, altri scomodi o lunghi, altri non quotidiani) riesce però a soddisfare questa esigenza.

SuperOp: Ottimizzare la Supercompensazione

Studiando da vari decenni questo problema ho elaborato un sistema molto semplice di rilievo quotidiano della condizione attuale del soggetto per poter sapere che tipo di carico è in grado di sopportare con il migliore beneficio.
Tra i vari parametri alla fine ho scelto quelli più semplici da rilevare e con maggiore ricchezza di informazioni sulla omeostasi neuro-vegetativa e biochimica: la Pressione Sistolica e Diastolica (la massima e la minima) e la Frequenza Cardiaca. La loro misurazione mattutina attraverso uno sfigmomanometro da polso è estremamente semplice, comoda e veloce.
I valori dell’ atleta, raccolti dall'app SuperOp, vengono elaborati da un algoritmo molto complesso che immediatamente invia una risposta che attraverso 4 colori (verde, giallo, arancione e rosso) indica la situazione attuale, permettendo di decidere il migliore carico di allenamento per quel giorno.
Grazie a SuperOp ogni sportivo può così modulare al meglio il proprio programma di allenamento per ottenere i migliori benefici possibili, potendosi perciò allenare di meno migliorando di più.


 
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